Orari di apertura

Contattateci per un appuntamento

Per informazione sui servizi 

Potete compilare anche il nostro modulo online.



Oppure potete contattarci:

(+39) 0968-1950579

(+39) 0961-963151

 

email: info@gsec.it

Seguici su Facebook:

"gsec srl"

AUTOCONTROLLO DELLE ACQUE POTABILI

 

Ai sensi dell’art.7 del D.Lgs. 31/01 il gestore della fornitura idrica ha l’obbligo di effettuare i controlli interni per una verifica puntuale e continua delle caratteristiche qualitative dell’acqua erogata elaborando un Piano di Autocontrollo.

 

Il Piano di Autocontrollo è uno strumento che permette al Comune o al Gestore di migliorare la gestione della rete idrica e di effettuare un miglior controllo della qualità dell'acqua potabile al fine di garantire e tutelare la salute pubblica.

 

Il Piano di Autocontrollo prevede:

 

  • DESCRIZIONE DEL SISTEMA IDRICO (sorgenti, pozzi, serbatoi di accumulo, rete di adduzione e distribuzione, eventuali impianti di potabilizzazione...);
  • DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA;
  • DESCRIZIONE DEL MONITORAGGIO DELLA QUALITA' DELLE ACQUE (controlli interni, punti di controllo e frequenza di campionamento, parametri da analizzare);
  • PIANI DI INTERVENTO PER LA GESTIONE DELLE EVENTUALI SITUAZIONI DI FUORI LIMITE O DI EMERGENZA IDRICA.

In conformità agli obblighi di comunicazione tra Comune ed Azienda Sanitaria per la gestione della qualità delle acque potabili previsti dalla normativa vigente il Comune è tenuto ad inviare il Piano di Autocontrollo all'Azienda Sanitaria.

 

La Global Service & COnsulting, mediante l'ausilio di professionisti qualificati e di laboratori di analisi accreditati, si propone per i servizi di consulenza in materia di autocontrollo (D.lgs. 31/2001).

I FATTORI CHE INFLUENZANO L'ACQUA.

Alcuni fattori influenzano particolarmente la qualità dell'acqua, tra questi sicuramente il pH, la durezza, la temperatura. L’acqua pura ha un valore del pH pari a 7, un pH inferiore indica acidità, pH superiore indica basicità. L’acqua che beviamo in genere ha un pH compreso tra 6,5 e 8,0. L’acqua piovana è un’acqua molto dolce che, penetrando negli strati del terreno, può diventare via via più dura.

L’acqua dura si forma soprattutto nei suoli calcarei e marnosi, mentre nei terreni a prevalente composizioni di granito, ardesia o arenaria la qualità dell’acqua tende ad essere più dolce. Il grado di durezza dell’acqua viene solitamente misurato in gradi di durezza francesi; l’acqua è considerata dolce quando è caratterizzata da un valore inferiore a 5, mentre è considerata dura a valori superiori a 25.

 

Sottoposta a temperature elevate, l’acqua dura porta alla formazione di calcare, la cui presenza può essere causa di consumo energetico maggiore, in quanto il calcare è un cattivo conduttore di calore. L’acqua dolce riduce il consumo di detersivo, ma può provocare danni per corrosione per l’elevato contenuto di acido carbonico libero.

 

L’uso di concimi (minerali o organici, quali liquami o stallatico) fornisce al terreno un apporto di nitrati. Qualora questo apporto risulti troppo consistente, esso non può venire completamente assorbito dalle piante, per le quali i nitrati costituiscono una sostanza nutritiva importante. I nitrati in eccesso finiscono pertanto per penetrare nella falda freatica.

 

In Italia, il valore limite ammissibile del contenuto di nitrati nell’acqua potabile è pari a 50 mg per litro; tuttavia, per l’alimentazione dei bambini di età inferiore ai 6 mesi si raccomanda di non usare acqua potabile con un tenore di nitrati superiore a 25 mg per litro. Nel caso dei nitrati, il problema è costituito principalmente dal fatto che, nell’acqua stessa e anche all’interno del nostro organismo, vi sono dei batteri che trasformano i nitrati in nitriti - i quali sono tossici e ostacolano il trasporto di ossigeno alle cellule del nostro corpo attraverso il sangue. I nitriti sono particolarmente pericolosi per i neonati, nei quali possono dar luogo a cianosi labiale (le labbra assumono cioè un colore bluastro causato da un carente apporto di ossigeno). Combinandosi invece con le proteine che assumiamo con il cibo, i nitriti possono formare le nitrosammine che sono ritenute cancerogene.

 

Anche un altro fattore d’inquinamento delle acque, cioè l’ammonio, penetra nella falda freatica in seguito all’uso eccessivo di concimi; ad opera dei batteri, esso si trasforma in nitrati o nitriti (si parla in questo caso di nitrificazione). Viceversa, l’ammonio può formarsi anche per un processo di riduzione dei nitrati (nel qual caso si parla invece di denitrificazione).

 

A causa di infiltrazioni nel terreno di agenti inquinanti come nel caso di discariche abusive, possono penetrare nella falda freatica e quindi nell’acqua potabile, anche metalli pesanti o clorofluorocarburi derivanti dai rifuti.

 

Un problema particolare è costituito inoltre dai residui dei prodotti fitosanitari.

 

Per valutare appieno se l’acqua sia effettivamente potabile, è utile procedere inoltre ad un’analisi batteriologica per determinare il numero delle colonie batteriche e verificare la presenza dei cosiddetti “batteri indicatori”, come l’Escherichiacoli. L’inquinamento batterico dell’acqua è quasi sempre riconducibile al contatto con feci animali o umane (per esempio, a causa di perdite nelle fognature o di liquami da allevamento); le consegenze per la salute umana sono costituite da disturbi del tratto gastro-intestinale o da altre patologie più gravi.

 

Fonte: sito www.centroconsumatori.it

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Global Service & Consulting Srl Via Coschi 11 Lamezia Terme (CZ) Partita IVA: 03362410791